mercoledì 17 febbraio 2010

Palomba e la legalità a intermittenza

Vi racconto una storia, piccola per la sua entità, che riguarda lo schieramento di centrosinistra ogliastrino e che ha per protagonista quella singolare concezione della legalità secondo cui essa si applica agli altri ma non ai propri amici. Dico subito che mi spiace che di questo curioso concetto si sia fatto interprete una persona che stimo e che mi è amica, il senatore Federico Palomba, responsabile dei dipietristi in Sardegna.
Risulta dai giornali che due consiglieri comunali di Tortolì, entrambi del Pd, abbiano preso le distanze dal tentativo di troppo frettolosa approvazione del Piano urbanistico comunale della cittadina. Dicono i due: come mai c'è stata “quella che è parsa un’“accelerazione” che non ha consentito di fare alcun approfondimento su quelli che sembrerebbero, a nostra parere, circa 300mila metri cubi spuntati nottetempo in chissà quale riunione?”. Par di capire, insomma, che qualcosa non si sia svolto secondo irreprensibili criteri di trasparenza. E, dunque, di quella legalità che il dipietrismo vuole sia motore degli altrui comportamenti.
Uno è portato a pensare che il mio amico Federico Palomba si sia indignato, sentendo della denuncia dei due consiglieri del Pd che, fra l'altro, sono suoi alleati. Invece si è indignato sì, ma contro i due. I consiglieri – dice il senatore dell'Idv - “hanno tradito il campo di centro-sinistra”: “ Tuteliamo la legalità e contrastiamo chi, abbandonando il campo, impedisce che si approvi uno strumento urbanistico essenziale”. Ma in quel “campo” non solo c'è chi, a sinistra, sostiene i due “traditori”, dicendo che la loro è stata una iniziativa “coraggiosa”, ma ci sono anche i dirigenti provinciali del Pd che, contestando Palomba, plaudono ai due loro consiglieri.
Certo, tutto è segno della confusione che regna sovrana nel centrosinistra a Tortolì come altrove. Ma è anche segno dello strabismo crescente all'interno del dipietrismo che chiede le dimissioni dell'indagato Bertolaso e appoggia con forza il plurindagato De Luca; che in Ogliastra invoca legalità e chiude un occhio quando ad esser sospettati di poca trasparenza sono un suo assessore e un sindaco che, battuto all'interno della sua stessa coalizione proprio su questioni di trasparenza, vorrebbe sia confermato alla carica.
Tutto sommato, sono dell'idea che il mio amico Palomba abbia scritto quelle cose per puro spirito di partito. Ma che tristezza.

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